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Dedico questi pensierini sui gatti, messi insieme anni fa da un insegnante semiserio (1) con il contributo dei suoi alunni più spiritosi, al gattaro Eugenio De Medio. Il tapino, al momento, vive nascosto nell'entroterra abruzzese in compagnia di sei gatti, ma dal 28 febbraio 2007, cioè da quando la casa editrice anfibia VIBRISSELIBRI metterà on line il suo toccante "NENIO", dovrà dire addio alla sconosciutezza e diventare, suo malgrado, una lit-star...
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I GATTI
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- Ci sono diversi tipi di gatti: i soriani, i persiani, i siamesi eccetera. D'inverno, il più ricercato è il gatto delle nevi, che alcuni, anziché tra i felini, preferiscono classificare tra i cingolati.
- Se il gatto, da piccolo, è particolarmente attaccato a sua madre, viene detto “gatto mammone”.
- I gatti, di giorno, possono essere di tanti colori. Di notte, invece, diventano curiosamente tutti bigi.
- Se la carpa ci insegna a camminare carponi, il gatto ci insegna a camminare gattoni e soprattutto a sgattaiolare via senza dare nell'occhio quando la situazione comincia a farsi particolarmente tediosa.
- Il gatto, oltre ad avere sette vite, in taluni casi ha anche nove code.
- Il compagno di gioco preferito del gatto è il topo, con cui adora giocare, banalmente, "al gatto e al topo". Quando, però, il gatto manca, i topi, piuttosto che stare lì ad aspettarlo senza far niente, ne approfittano per ballare.
- La lingua dei gatti non è difficile, composta com'è di una sola parola: "Miao". Certi aristogatti, tuttavia, la pronunciano con snobistico birimiao.
- I gatti si sono distinti nei più diversi campi. Tra i capitani di ventura, il più famoso è il Gattamelata.
- Se un gatto impazzisce, diventa mentegatto.
- La religione prevalente tra i gatti è la gattolica.
- Molte gatte si storpiano in questo modo: tanto vanno al lardo che alla fine ci lasciano lo zampino.
- La gatta non fa le uova, ma è perfettamente capace di covare. Quando lo fa, c'è sempre qualcuno che se ne accorge. "Qui gatta ci cova!" è il commento di rito.
- Anche i gatti hanno le loro prigioni. La più tremenda è la gattabuia.
- I gatti, tra loro, non hanno difficoltà a fare micizia.
- In genere i gatti ci vedono benissimo, però non possono vedere i cani.
- A volte l'uomo, in un raptus di crudeltà, si ritrova a pelare qualche brutta gatta. C'è chi, addirittura, i gatti se li mangia. Un famoso piatto vicentino, per esempio, è il "Gato in tecia". In Francia il gatto viene servito su uno speciale vassoio chiamato gateau (pr. gatò). Ma anche in molte pasticcerie nostrane è possibile assaggiare le deliziose “lingue di gatto”.
- A teatro quattro gatti sono considerati un pubblico risibile. Ma è sempre meglio di quando non c'è neanche un cane.
- I gatti più sfortunati sono i cosiddetti Sfigatti.
- La gatta, da morta, fa finta di niente e così viene detta gattamorta. Ma una volta defunti, i gatti si possono anche riciclare. Basta portarli dal ri-gattiere.
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(1) Lucio Angelini
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