Come si fa a non andare a vedere un film che promette di svelare «le origini del male»? (Il titolo inglese, a dire il vero, è più semplicemente «Hannibal rising»). Come è ormai noto, il quarto Hannibal Lecter non è un sequel, ma un prequel, nel senso che dà l'antefatto di tanta adulta malvagità. Da piccolo, infatti, Hannibal vive esperienze talmente devastanti (per dirne una: gli mangiano la sorellina) che quando, da grande, lo vediamo dare la caccia ai cattivi della sua infanzia e masticarne goduriosamente le guance (in un caso in forma di spiedino con funghi, in altri casi strappate a morsi e divorate nature) quasi quasi ci fa simpatia. In un mondo dove l'ingiustizia trionfa quasi regolarmente, a chi non è capitato di sospirare: «Ah, non sarebbe male se il male tornasse davvero a boomerang contro chi l'ha scatenato», oppure: «Ah, come sarebbe bello se davvero chi di spada ferisce di spada perisse!». Invece niente. Il grosso dei delitti rimane impunito e non si riesce a dare certezza della pena nemmeno ai pochi colpevoli individuati e condannati:- /
Tornando al film, una domanda finale angoscia lo spettatore: sì, certo, Hannibal, da bambino, era buono, poi da adulto diventa malvagio (nientepopodimeno che uno psichiatra antropofago) per via dei gravi traumi subiti nell'infanzia, ma... ma... e le origini del male di tutti gli altri cattivi?
Come dire che, a dar retta al ragionamento, dopo il prequel di Hannibal, bisognerebbe girare tanti altri prequel quanti i malvagi da lui sterminati, e non basterebbe ancora, perché a loro volta anche i nuovi perpetuatori di violenza avrebbero diritto a dei prequel che ne giustificassero la malvagità (e via con altri traumi infantili!). In pratica, bisognerebbe andare talmente indietro, di generazione in generazione, che prima o poi si finirebbe per ipotizzare il solito, banalissimo Peccato Originale... e sai che novità!
Chiedersi quali siano le origini del male, voglio dire, è un po' come chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina...
Ma un punto chiave del film, secondo me, è quello in cui Gong Li (l'affascinante Lady Murasaki Shibuku) dice ad Hannibal: «Adesso fermati, perdonali!». Fiato sprecato, naturalmente. Le turbe nella mente del povero Hannibal sono ormai andate troppo avanti...
In casi meno patologici, però, la soluzione del perdono (concesso, come dice la parola, PER DONO), è forse la sola capace di spezzare la catena del male, come diceva quel tale... ah, sì, Gesù Cristo.
Di link mentale in link mentale, mi è venuto in mente un passo di "Nenio", il romanzo di Eugenio De Medio che Vibresselibri.net sta per pubblicare come terzo titolo del proprio catalogo [EDITORI CARTACEI, PRENOTATELO IN TEMPO!!!].
L'architetto Eugenio De Medio, infatti, in "Nenio", racconta la storia di un bambino violato che cresce tra mille terrori, non ultimo quello di poter diventare a sua volta un 'violatore'. A differenza di Hannibal, tuttavia, Nenio trova il modo di preservare intatta la mitezza originaria, elaborando l'esperienza subita e facendosi aiutare da uno psicanalista. Questo il passo:

«Mi terrorizzava, inoltre, il fatto che quasi sempre le atrocità dei violentatori venissero spiegate come iterazioni di violenze subite in giovane età. Si era dunque condannati a perpetuare il male ricevuto trasformandosi a propria volta, divenuti adulti, in violentatori? Pensavo che, se mai avessi provato un impulso simile, avrei preferito uccidermi, piuttosto che soddisfarlo. Fortunatamente, non mi era mai capitato di avvertire tentazioni del genere. Non avrei mai potuto far patire ad altri il dolore che avevo provato io. Lo sfatare quella che era spesso considerata una certezza quasi matematica diventò, a poco a poco, il vero obiettivo della mia vita, più importante del progettare case e palazzi. Sì, sarei dovuto diventare soprattutto l’architetto di me stesso.»
Ecco, sono stato contento, all'uscita dal cinema, di poter contrapporre nella mia mente alla figura del bambino Hannibal - destinato alla malvagità - il bambino Nenio, capace di suturarsi le ferite e di spezzare la catena del male.
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Approfondimenti
1) COME TUTTO EBBE INIZIO. Qui: http://www.hanniballecter.it/
2) «Firmato da Peter Webber, il film, prequel sullo psichiatra antropofago più famoso della celluloide, si assume il difficile compito di spiegare come Hannibal si trasformò appunto in The Cannibal, diventando uno dei personaggi più coinvolgenti, tanto malvagio quanto brillante, del genere thriller. E il libro è firmato ancora una volta da Robert Harris [THOMAS, in realtà, n.d.copia-incollatore!], che arriva così al capitolo numero quattro della saga: dopo Il silenzio degli innocenti, Hannibal e Red Dragon arriva questa conturbante pellicola a fare luce sulle origini del male, a fare spazio nell’infanzia e nell’adolescenza di Lecter.» (da http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43932 )
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Nota Bene: la copertina di «Nenio», ideata dall'autore stesso del libro, è provvisoria. Alessandro Simonato, dell'Ufficio Grafica di VIBRISSELIBRI, ne sta preparando una nuova di zecca.
