
Nenio
romanzo di Eugenio De Medio
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Nenio, protagonista del libro, o meglio Nazareno, viene inchiodato alla croce dal peccato come duemila anni fu inchiodato il Nazareno. Nenio è innocente, e viene violentato, brutalmente e costantemente, dal fratello maggiore Glauco, nel cui nome leggiamo il colore verde e celeste ma che di verde e di celeste non ha proprio un bel niente, è nero Glauco ed è cattivo. Sprezzante, arrogante, senza un briciolo di coscienza, malato di sesso. Nenio è un piccolo bambino, ha solo sei anni e subisce impassibile le violenze perché sa che ribellarsi non serve, e la ribellione potrebbe scatenare ancora di più la violenza nei suoi confronti. La violenza sui minori è una grande piaga, e fa soffrire, e fa soffrire ancora di più quando si pensa che spesso le violenze vengono perpetrate in famiglia. La famiglia di Nenio è una famiglia normale, va a messa, guarda la tv, va al mare, fa pranzi, festeggia le feste comandate, ha amici, parenti, vicini di casa, padrini e madrine. Una famiglia normale dunque, come tante, ma dentro questa famiglia si alleva una serpe. Nenio è angosciato dai sensi di colpa, non sa neppure come confessare il suo peccato quando deve fare la prima comunione, inoltre, a causa delle sua ignoranza nei riguardi dei fatti di sesso, crede a ciò che il violentatore gli dice: Nenio resterà incinto a causa del semino. Nenio è un bravo bambino e decide di tenersi il bambino che gli nascerà, bambino che naturalmente poi non vedrà mai la luce e che Nenio capisce, dalle spiegazioni avute da un uomo con una grossa pancia, che gli uomini non posso avere bambini. Nel romanzo si legge una grande pena, Nenio viene isolato, vive in un mondo suo in cui non c’è spazio per gli altri in cui lui non trova spazio negli altri. A letto si rannicchia in posizione fetale, vive in un quadratino di carta, in cui versa e riversa il suo dolore, la sua innocenza perduta...
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