.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
..
(Valerio Evangelisti, riconoscibilissimo in bianco, a Fano)
-
Ha aperto la serata il gruppo Aghast Insane, espressamente invitato da Valerio. Alcuni spettatori, poco avvezzi all’heavy metal, sono scappati impauriti. Nel repertorio dell’agguerrita band c’è anche un pezzo scritto da Evangelisti, di cui a stento si è riusciti a captare il frammento “I need you”:- ).
Alla loro esibizione è seguito l’atteso processo a Eymerich, con Valerio al centro di una corona di giurati. A fungere da giudice, il difensore civico del Comune di Fano, Paolo Reginelli. A dire la verità non si è capita bene l’accusa, dato che le domande poste a Valerio sono risultate quelle di una normale intervista. A Pino d’Emilio lo scrittore ha risposto che sì, in fondo Nicolas Eymerich e Valerio Evangelisti sono la stessa persona, o meglio: che nel personaggio dell’inquisitore ha trasfuso soprattutto la parte più oscura e peggiore di se stesso, quasi in funzione catartico-terapeutica. Valerio si è poi dilungato sulla genesi del personaggio, rievocando i tempi in cui, alla fine degli anni 80, lavorava come ghost writer e sistemava testi di varia complessità per conto terzi. Proprio nell’occuparsi di un ponderoso "Manuale di Psichiatria" si era imbattuto nelle caratteristiche della cosiddetta “subpersonalità schizoide”, lette le quali non aveva esitato ad esclamare: “Ma questo sono io!”. Di lì alla tentazione letteraria di oggettivarsi in un personaggio quale Eymerich, in cui tracciare una sorta di psico-autobiografia, il passo era stato breve. Dell’esistenza storica dell’inquisitore trecentesco e del suo “Directorium Inquisitorum” aveva invece appreso in un testo giuridico che ne aveva menzionati i metodi. Evangelisti si è poi diffuso sulla propria maniacale puntigliosità nella ricostruzione storica dei tempi e degli ambienti utilizzati nei romanzi, fino ai più minuti dettagli. (Va ricordato che la prima fase della sua attività di scrittore è stata dedicata a saggi di storia, n.d.r.). "Dietro ogni mio capitolo", ha dichiarato, "può nascondersi la consultazione di dozzine e dozzine di testi documentari". Un giurato ha commentato: “Insomma un Luchino Visconti della letteratura… ”
Particolarmente divertente Valerio è risultato nell’evocare la propria storia di lettore onnivoro, con i libri proibiti dal padre (fra cui una collezione di Urania, “I peccati di Peyton Place” eccetera) nascosti sopra l’armadio (la zona “Inferno”), quelli più amati sistemati, invece, dietro il termosifone (“il mio Paradiso”) e così via. Un brutto giorno, purtroppo, tornando da una vacanza aveva scoperto che l’austero genitore aveva scovato e distrutto i suoi tesori. Ma poiché a sua volta aveva sgamato il posto in cui il tapino nascondeva i soldi, con una serie di accorti e ben dissimulati prelievi aveva potuto riacquistare parte dei volumi perduti. Pur leggendo di tutto, grande interesse avevano suscitato in lui, fin dagli inizi, la letteratura gotica e quella popolare, che si era segretamente proposto di nobilitare. Altri importantissimi amori: il cinema, in particolare quello western, e la musica, in particolare la heavy metal, lungamente recensita sulla rivista “Rolling Stone”. “Amo il metal perché scuote violentemente, non fa ballare, ma letteralmente vibrare e saltare (in gergo: ‘pogare’), con effetti che a me sono sempre sembrati di grande solennità, paragonabili alla musica che si può ascoltare in una cattedrale”.
A un giurato Valerio ha dichiarato che Eymerich non è certo il suo personaggio più cattivo: lo supera Eddie Florio, piccolo e sordido malavitoso di “Noi saremo tutto”, dietro la cui malvagità non c’è alcun ideale ispiratore o volontà purificatrice. In Eymerich, invece, il senso di colpa per la violenza esercitata contro gli eretici è quantomeno affogato nel sentimento di aver compiuto il proprio dovere al servizio di Dio, non importa se gli infedeli da lui contrastati sono essenzialmente un prodotto della sua immaginazione. Eymerich è colto, intelligentissimo, rigoroso e sobrio, mentre Eddie Florio è meschino, privo di dignità.
Valerio ha poi confessato che se, nei romanzi usciti finora, la donna è il vero nemico di Eymerich (femminili/lunari sono - infatti - quasi tutte le divinità che simboleggiano il male), la sua intenzione narrativa è quella di far progressivamente trionfare, nell’eterna lotta del maschile contro il femminile, proprio la donna. “Esattamente il contrario di quanto temo che accadrà nel mondo reale, a giudicare dai segnali che vanno quotidianamente moltiplicandosi”, ha sospirato lo scrittore... " [continua]
