
Capitolo: "LUCERNA 1934. LA FUNZIONE DELL'ORGASMO".
«[... ] Paul Federn, che aveva seguito il diverbio [tra Nunberg e Reich, n.d.r.] con l'aria di sperare che degenerasse ulteriormente, ritenne giunto il momento di intervenire. - Il fatto è che Reich è rimasto legato al vecchio concetto di libido. Temo che sia irrecuperabile.
- Ma la libido esiste! - Reich si rendeva conto di essere caduto in una trappola. Dalla questione della legittimità di un'espulsione mai notificata, si era passati a discutere delle sue idee più radicate. Ma come sottrarvisi? Rinunciò a controllare il tono di voce. - Nei miei consultori passano migliaia di pazienti. Non c'e n'è uno, dico uno, che non presenti disturbi della potenza orgastica. E non ce n'è uno, dico uno, che manifesti una qualsasi pulsione di morte.
I capannelli vicini cominciavano ad accorgersi dell'alterco in corso fra i tre uomini seduti sul divano e il personaggio atletico e massiccio in piedi davanti a loro. Sandor Rado, che da qualche minuto stava seguendo la conversazione, posò il bicchiere sulla mensola di una specchiera e si avvicinò. - Quella della libido era un'ipotesi che Freud ha scartato da un pezzo, dottor Reich. Dove vede lei la libido?
- Ma la vedo nel masochista, gonfio di energia come una vescica, che implora di essere lacerato per poterla liberare. Non ama il dolore in sé, non aspira alla morte. Vuole fare uscire la libido imprigionata in lui, che lo fa gemere come un palloncino troppo pieno di gas.
Federn scoppiò a ridere. Rado, invece, si limitò a scuotere il capo. - Un'energia, eh? Ma un'energia psichica, voglio sperare.
- Psichica e fisica. Lo si vede nel meccanismo dell'orgasmo. Tensione meccanica, carica, scarica, distensione meccanica. L'orgasmo non è qualcosa di immateriale, è una serie di contrazioni muscolari involontarie che coinvolgono tutto il corpo... »
[Da Valerio Evangelisti, Il mistero dell'inquisitore Eymerich.]
Ebbene, a conclusione di questi 5 post sul processo fanese ad Eymerich, voglio dire che anche molte opere di Valerio Evangelisti, secondo me, funzionano allo stesso modo - non so se consciamente o inconsciamente - ovvero secondo lo schema reichiano:
1) TENSIONE NARRATIVA
2) CARICA
3) SCARICA
4) DISTENSIONE NARRATIVA.
Alla fine di ogni romanzo eymerichiano il lettore, appagato, se ne sta buono per un po', finché, gonfio di nuova libido letteraria, non si reca in libreria a chiederne un altro. Lo stesso Valerio ha dichiarato di aver ripreso la serie, a distanza di quattro anni dall'ultimo Eymerich e dopo le divagazioni messicane, per le forti pressioni ricevute dagli ammiratori del personaggio:-)
