
“Il vento si era finalmente deciso a disegnare con maestria, nel cielo limpidissimo, una bianca penna d'oca, grande, perfetta, con la punta rivolta verso il basso, la rachide ben definita e le barbe lievemente ondeggianti. Pareva quasi pronta a scrivere chissà quale lapidaria frase sulla candida pagina della mia vita…(cut)… Mi chiedevo come mai mia sorella non avesse visto quello che per me era stato così evidente, lassù, davanti ai nostri occhi. Forse si era trattato di un segno divino indirizzato solo a me, come quello apparso a San Paolo di cui ci avevano parlato alla dottrina la settimana prima. In fondo non sognavo di diventare papa?... Ma forse no, forse sarei dovuto diventare soltanto uno scrittore. Ecco, sì, uno scrittore! E non certo prima di avere raggiunto la stessa età del mio papà, che era corrispondente dell'ANSA, in modo da avere il tempo di accumulare sufficienti argomenti di cui scrivere. Archiviai la faccenda tutto felice per quello che avevo interpretato come un inequivocabile messaggio rivolto espressamente a me, da tenere segreto...”
---
Ed effettivamente Eugenio De Medio è dovuto arrivare alla cinquantina d’anni prima di trovare il coraggio di approfittare dei dolorosi “argomenti" accumulati, secondo la profezia ricevuta da bambino...